Palazzo Cerretani-Bobrinskij | Firenze

la ristrutturazione di Palazzo cerretani-Bobrinskij

Recupero della tradizione con uno sguardo al futuro. Questo lo spirito del progetto di ristrutturazione di Palazzo Bobrinskij in Via De’ Cerretani a Firenze, un palazzo storico interessato da provvedimento di dichiarazione dell’interesse culturale. Il complesso immobiliare occupa infatti, sin dal Medioevo, un intero isolato a forma triangolare nel cuore di Firenze ed è legato in maniera endemica alla famiglia fiorentina Cerretani, che ha dato il proprio nome anche alla via.

Scheda tecnica

Importo lavori
2.000.000 Euro

Data progetto
2017

Stato
Progettazione esecutiva in corso

Incarico
Progettazione preliminare

Progettazione definitiva

Progettazione esecutiva

Iter autorizzativo

Direzione lavori

Committente
BNP Paribas

Destinazione
Residenziale – Uffici

La gloriosa famiglia Cerretani

Dal comune di Vaglia alla gloria il passo è breve. La denominazione infatti fa riferimento alla famiglia che dal Castello di Cerreto (comune di Vaglia) si trasferì a Firenze nel XIII secolo. I Cerretani vivono in questa residenza fino al 1648 e dopo si trasferiscono nella limitrofa Piazza dell’Unità D’Italia.

 

I Cerretani sono una famiglia antichissima di Siena che appartiene molto probabilmente alla nobiltà feudale francese. Uno dei primi a stabilirsi a Siena nel 770 fu un certo Oddo (rinominato Bandscinel dai tedeschi), principe della Francia Orientale,. Cavaliere al seguito di Carlo Magno, rimase in Italia e diede vita a una potente dinastia che assunse nel corso della storia diversi cognomi (Franzese, Berardenghi, Bandinelli, Cerretani, Certani).

Stefano Buonsignori – Nova pulcherrimae civitatis Florentiae topographia accuratissima delineata – Firenze 1584 (1660), fogli 4-6.

Fra i discendenti più importanti della dinastia c’è il Conte Bandinello, Console di Giustizia di Siena nell’anno 1040, che ebbe due figli e diede origine alla stirpe Bandinelli a cui appartiene Papa Alessandro III.

Firenze prima di essere proclamata capitale “A comparison of the principal buildings in Florence”. Published by Baldwin & Cradock, 47 Paternoster Row, March 1836. (London: Chapman & Hall, 1844)

Stemma de’ Cerretani

Via de’ Cerretani, il cuore di Firenze

Il complesso immobiliare in Via de’ Cerretani è uno dei fiori all’occhiello dell’architettura fiorentina per la sua centralità e la sua storia. Dal 1660 (pochi anni dopo il trasferimento dei Cerretani in un’altra sede), il complesso passa nelle mani della curia fiorentina che vi trasferisce il Seminario (1712-1784).
L’attuale conformazione di via dei Cerretani è frutto della ristrutturazione avvenuta nel periodo in cui Firenze è capitale del Regno d’Italia (1864 – 1870): nell’ambito dei progetti di modernizzazione viene infatti effettuato l’intervento di raddrizzamento e ampliamento sacrificando gli edifici collocati sulla parte destra.

 

Un lato della via dunque risale dunque al periodo più recente, mentre l’altro lato mantiene la configurazione storica. Sul progetto redatto dall’ingegnere Luigi Del Sarto e dall’architetto Enrico Guidotti, teso a migliorare la viabilità di collegamento con la stazione ferroviaria Maria Antonia, nel 1861 il Comune di Firenze delibera l’acquisto dell’edificio (allora di proprietà Modigliani).

 

Tuttavia già l’anno successivo (1862) la proprietà dello stabile viene trasferita alla contessa Julia Brobrinskij: la nobildonna incarica il suo architetto Vincenzo Micheli del progetto di un nuovo stabile da realizzare una volta effettuati i previsti interventi di demolizione ampliamento di via de’ Cerretani. Negli anni che seguono l’isolato è poi oggetto di diversi e successivi interventi legati ai numerosi passaggi di proprietà che caratterizzano il complesso immobiliare.

Progetto di Ugo Giovannozzi per il palazzo della Banca Popolare Mutua – 1912

Nel 1910 la Banca Mutua Popolare acquista quattro edifici prospicienti via Dei Conti e Via della Forca (precedente denominazione di via Zannetti), per i quali presenta istanza di demolizione dei volumi e ricostruzione di un fabbricato per uffici e residenze; con la presentazione del progetto la Banca offre contestualmente al Comune l’acquisto della porzione triangolare tra via dei Conti e via della Forca, lasciata pedonale nel progetto.

 

Il progetto del manufatto è opera dell’architetto e ingegnere Ugo Giovannozzi, autore, fra l’altro edifici come il Palazzo dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni a Roma, gli stabilimenti delle Terme in Montecatini e i palazzi della Società Montecatini a Milano. Tra il 1915 e il 1916 l’immobile cambia nuovamente proprietario: il Principe Camillo Ruspoli lo acquisisce e da inizio ai lavori di costruzione dell’edificio.

 

Nel 1939, il manufatto è invece acquisito dalla Società Elettrica Selt Valdarno, la quale presenta un nuovo progetto per la sopraelevazione di due piani realizzata soltanto alla fine degli eventi bellici nel 1947. Nel 1980 l’edificio è stato infine oggetto di una pesante ristrutturazione in cui sono state preservate la facciate esterne e lo scalone monumentale di Micheli.

L’edificio oggi

L’edificio è attualmente composto da due corpi di fabbrica fusi in un unico organismo architettonico a seguito dei consistenti interventi di ristrutturazione risalenti agli anni Ottanta, i quali, seppur preservando le facciate esterne (anni 1920 quelle sul lato Zannetti e 1860 quelle lungo via de’ Cerretani), ne hanno coinvolto la struttura, apportando modificazioni anche sostanziali alla configurazione dell’edificio.

 

I due volumi originari, oggi costituiscono un unico complesso edilizio, caratterizzato dalla presenza di due chiostrine interne, intorno alle quali sono articolati gli uffici della proprietà, disposti da primo all’ultimo livello. I prospetti interni delle chiostrine non presentano particolari elementi di qualità architettonica ad esclusione della trifora presente nello scalone monumentale.

Il complesso immobiliare, oltre ai due piani interrati che occupano l’intero ingombro dell’isolato, si articola in sei piani fuori terra sul fronte di via de’ Cerretani (piano terra con mezzanino, quattro livelli superiori e un livello di locali tecnici) e in 5 piani fuori terra nella porzione retrostante attestata su via dei Conti (quattro visibili in facciata e uno con affaccio su chiostrina interna) ed è attualmente destinato ad attività commerciali e servizi al piano terra e ad attività direzionali.

 

L’edificio presenta differenti quote di imposta dei solai dovute all’accorpamento di due volumi originariamente indipendenti a seguito di pesanti rimaneggiamenti di epoca recente. Tali differenze, al secondo piano, sono risolte da un sistema di scale posizionate in corrispondenza del giunto tra i due originali organismi al fine di conferire al complesso immobiliare la necessaria continuità ed unitarietà spaziale.

 

Le strutture principali sono realizzate con murature portanti poi integrate con inserimenti moderni realizzati in cls armato individuabili in corpi scala aggiuntivi, vani ascensore e montacarichi e pilastri di sostegno.

Stato di fatto: primo piano interrato

Stato di fatto: piano terra

Stato di fatto: piano primo

Stato di fatto: piano quarto

L’edificio è dotato di impianti antincendio a idranti con vasca di accumulo localizzata sotto al livello del secondo interrato, in corrispondenza della chiostrina a nord, con alimentazione idraulica da acquedotto e da pozzo; adiacente alla vasca è invece presente il locale con le pompe per il circuito idranti e sprinkler. Le distribuzioni verticali del cablaggio strutturato sono ubicate nel cavedio in prossimità dello scalone monumentale di ingresso, sul lato verso via Zannetti.

 

Seppur risalenti al progetto di Micheli, della metà dell’800, le facciate presentano un linguaggio neo-cinquecentesco. Su via de Cerretani il piano terra è caratterizzato da una fascia basamentale in bugnato a giunti sfalsati, simmetricamente rispetto al portone di accesso centrale vi sono 5 aperture per ogni lato con cornici delle a tutto sesto. Da evidenziare la presenza in facciata, dello stemma Gentilizio della Famiglia Della Gherardesca, e, d’angolo fra via de’ Cerretani e Via Zannetti, del tabernacolo con il busto di Cristo Redentore ad opera di Giovan Battista Caccini.

Il progetto di Bioedil

Il progetto di trasformazione prevede di mantenere la destinazione ad uffici per il blocco su via de’ Cerretani, mentre la porzione retrostante tra via de Conti e Via Zannetti sarà destinata a funzioni abitative. Il progetto di trasformazione e di ottimizzazione degli uffici non prevede modifiche ai solai interpiano, alle facciate e all’aspetto esteriore dell’edificio.

 

Il piano secondo interrato non è oggetto di modifiche, mentre, per quanto concerne l’interrato, l’autorimessa sarà destinata a servizio delle residenze con ingresso carrabile attraverso le due campate del vertice nord dell’isolato all’incrocio con via de Conti.

 

Il progetto mantiene l’ingresso principale nella medesima posizione attribuendolo alle funzioni direzionali: dall’entrata centrale in via de’ Cerretani si accederà infatti allo scalone del Micheli e agli ascensori (che oggi sono 3 e diventeranno 4).

L’utilizzo della scala adiacente al vano Micheli per le porzioni residenziali comporta la necessità di realizzare quattro alzate al fine di superare la differenza di quota tra i solai dei due volumi costituenti il complesso.

Per quanto concerne gli interventi di rifacimento e modifica delle componenti impiantistiche, le attività previste sugli impianti sono caratterizzate dall’ottimizzazione degli interventi e dal massimo riutilizzo delle dotazioni esistenti. A tale proposito si è posta come condizione di progetto il recupero completo delle schemature di piano, che saranno implementate con dotazioni aggiuntive. Eventuali nuove distribuzioni saranno realizzate nel vano sottostante il pavimento tecnico sopraelevato.

 

A livello residenziale il progetto prevede l’insediamento di 38 unità immobiliari, articolate in 33 bilocali e un trilocale; gli alloggi sono dotati di un disimpegno di accesso, spazio cottura distinto dalla zona giorno, e, in alcuni casi, da un secondo servizio igienico e spazi guardaroba. Per quanto attiene le chiostrine interne, le stesse saranno oggetto di intervento esclusivamente per garantire che alcuni degli infissi attualmente installati possano essere apribili.

 

Le dorsali sfrutteranno i controsoffitti dei corridoi di distribuzione e il sottopavimento e sarà eliminata una delle due torri evaporative ubicate in copertura per ricavare lo spazio necessario all’allocazione delle unità esterne necessarie per la residenza. Le nuove colonne di scarico a servizio delle residenze verranno realizzate all’interno delle chiostrine, mentre per quanto concerne la globalità della componente impianti la stessa sarà oggetto di completo rifacimento ex novo.