Margarete Schütte-Lihotzky, l’ideatrice della moderna cucina componibile

Margarete Schütte-Lihotzky cucina componibile moderna

Margarete Schütte-Lihotzky, l’ideatrice della moderna cucina componibile

Margarete Schütte-Lihotzky, l’ideatrice della moderna cucina componibile

 

C’è un architetto donna dietro ad una delle realizzazioni più utilizzati dei nostri tempi. L’artefice è la designer austriaca Margarete Schütte-Lihotzky detta Grete che nel 1926 (quasi cento anni fa) brevettò la “Cucina di Francoforte”, ovvero il prototipo della cucina componibile moderna. Lei fu una delle figure più importanti del ‘900, la prima austriaca a diventare architetto e partecipò ai progetti urbanistici di alcune grandi città e creò i modelli di abitazioni per donne sole con figli. Il suo, quindi, è sempre stato uno sguardo lungimirante, innovativo e moderno in grado di anticipare tempi e mode.

Chi era Margarete Schütte-Lihotzky

Nata a Vienna nel 1897 (e qui deceduta nel 2000 pochi giorni prima di compiere 103 anni), Grete cresce in una famiglia progressista e benestante che le consente di frequentare un corso di grafica e di proseguire gli studi. Diventa prima illustratrice, poi disegnatrice di mobili e infine architetto. Mostra fin da subito un interesse femminista, volto a migliorare il lavoro domestico e la condizione femminile in generale. E da qui nasce il suo primo lavoro sulla cucina componibile.

Il lavoro di Margarete Schütte-Lihotzky si concentra anche su progetti che riguardano asili infantili, residenze per invalidi, prototipi di case, abitazioni popolari e servizi sociali. Nel corso degli anni vive e lavora in diverse città europee e dopo la guerra anche in Cina, Cuba e Urss. Negli anni ’80 e ’90 il suo lavoro viene riconosciuto a livello internazionale, tanto da ricevere numerosi premi e riconoscimenti, mentre i suoi lavori vengono esposti in diverse mostre.

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Frankfurter Kuche: l’antenata dalla cucina componibile

Intorno alla metà degli anni ’20 la città di Francoforte è al centro di un programma edilizio rivoluzionario, che spinge la designer a ripensare gli spazi degli appartamenti in base alle funzioni fondamentali (mangiare, dormire, cucinare e vivere). Da qui nasce l’idea di creare una cucina compatta, suddivisa dalla sala da pranzo da una porta, e parte una produzione in serie dalla cucina di Francoforte per dotare tutti i nuovi appartamenti, riducendo costi e spazi e andando incontro alle esigenze delle donne e a beneficio della famiglia.

E proprio da un lungo lavoro di studio sulle cucine standardizzate che Margarete Schütte-Lihotzky mette a punto la Frankfurter Kuche, l’antenata della cucina componibile caratterizzata da una razionalizzazione degli spazi. Seguendo le idee dell’economia domestica, la designer studia una nuova distribuzione degli elementi utilizzando lo schema ad U, in modo da lasciare libertà di movimento a chi doveva servirsi dei vari componenti della cucina. Ridefinisce anche lo spazio di lavoro, che deve essere sufficiente per una sola persona, riducendo in questo modo i tragitti e rendendo tutto molto più a portata di mano. E poi utilizza anche materiali e dettagli studiati principalmente sulla funzionalità che dovevano avere all’interno della cucina.

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Il successo della cucina di Francoforte

Il successo della cucina di Francoforte valica negli anni i confini in cui è nata, adattandosi alla perfezione a un mondo che dopo le guerre avanza a passo spedito verso una nuova espansione. Negli Stati Uniti, o meglio nelle grandi città come New York, la cucina componibile trova la sua consacrazione con i piani tutti vicini e alla stessa altezza, la possibilità di avere un piano di lavoro illuminato dalla luce naturale della finestra. Oggi possiamo dire che la cucina componibile è perfetta per tutti quegli appartamenti di media o piccola taglia, in cui gli spazi vanno ottimizzati. Per alcuni aspetti invece c’è stato un ritorno ai modelli diffusi prima degli anni ’20 con la “cucina all’americana”, che invece prevede uno spazio ampio della casa dedicato a questa stanza, diventata punto di socialità. Una cucina più grande sì, ma con le idee di base e di funzionalità della cucina pensata da Margarete Schütte-Lihotzky.

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