La nuova urbanistica: un equilibrio tra conservazione storica e innovazione

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La nuova urbanistica: un equilibrio tra conservazione storica e innovazione

La nuova urbanistica: un equilibrio tra conservazione storica e innovazione

 

Come cambiano le nostre città? Questa domanda seppur nella sua semplicità, nasconde una complessità che la moderna urbanistica dovrà per forza tenerne conto. Da una parte ci sarà il patrimonio culturale esistente da preservare, quelle tracce di antichità, monumenti e palazzi storici, dall’altra la necessità di creare ambienti nuovi e tecnologici.

Architetti e ingegneri dovranno bilanciare e far parlare ambienti tradizionali con spazi moderni e innovativi, ma senza intaccare la cultura del luogo in cui sorgono. Un discorso che vale soprattutto per città e borghi storici che devono far convivere un cuore pulsante di antichità e zone nuove e moderne. Allo stesso tempo bisognerà lavorare per restituire alle persone gli spazi pubblici in un’ottica di ecosostenibilità e di urbanismo tattico sempre più diffuso.

Le città cambiano colore

Le città sono da sempre in continua evoluzione e quello che sorprende è la maggiore attenzione al green, alla salute e al benessere di chi abita gli spazi urbani e alla valorizzazione del patrimonio culturale esistente. In questi anni si sta assistendo a un cambio di colore, nel senso estetico del termine, delle città. Il grigio delle industrie e di alcuni edifici e palazzi degli anni del dopoguerra sta lasciando spazio alla natura verdeggiante e a colori più caldi.

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Un grande impatto in questo senso è arrivato anche dall’allarme del riscaldamento globale e dai cambiamenti climatici. Esempi in tal senso si vedono da New York con il proliferare di giardini e orti sui terrazzi dei grattacieli a Riyad, nello stato saudita, che sta investendo nelle riforestazione. Ma ce ne sono anche in Danimarca, Colombia famosa per i suoi corridoi verdi di Medellin, e in Italia in città come Milano e Roma (il verde mette in risalto i numerosi reperti archeologici e monumenti sparsi in tutto il territorio immenso della capitale) ma anche in piccoli borghi.

Gli eco-quartieri del Lussemburgo

Il piccolo stato europeo del Lussemburgo ha emanato una guida sull’eco-urbanismo, per fare in modo di creare dei quartieri ecosostenibili, con una maggiore attenzione alla qualità della vita dei residenti, con l’obiettivo di creare ambienti urbani migliori e verdeggianti e di un uso più razionale delle risorse naturali. Strategie e concetti per una pianificazione urbana che punti a conciliare la crescita della città e della natura, mettendo al centro la promozione della sostenibilità, l’uomo e il rispetto delle risorse. Tenendo fede sempre al concetto di “co-abitazione” di diversi elementi e necessità.

L’urbanistica tattica: pandemia e spazi pubblici

La pandemia ha costretto le amministrazioni locali a rivedere gli spazi pubblici soprattutto nelle grandi città. A bar e ristoranti, ad esempio, sono stati concessi più luoghi all’aperto dove poter servire i clienti; le strade hanno acquisito una nuova segnaletica per creare distanziamento, aree pedonali e percorsi a senso unico per i pedoni; molti spazi sono diventati piste ciclabili, oppure mercati e piazze improvvisate per sedersi all’aperto. Esigenze temporanee, ma che la sperimentazione ha fatto apprezzare diventando definitive.

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Queste modifiche temporanee a basso costo si definiscono “urbanistica tattica” e servono a migliorare quartieri locali e sono appunto portate avanti dalle amministrazioni locali e dai cittadini per migliorare gli spazi pubblici e renderli utili e piacevoli per la comunità. L’urbanistica tattica ha tre caratteristiche principali: provvisorietà delle realizzazioni spesso con materiali poveri e ideali per una riconversione; coinvolgimento dei cittadini (associazioni e attori sociali del territorio) nelle scelte per rendere il quartiere più vivibile; basso costo delle opere. In realtà i primi lavori di urbanistica tattica risalgono a decenni prima della pandemia (esempi a Barcellona, India, New York e più di recente anche Milano), ma le esigenze dell’emergenza sanitaria hanno dato una nuova spinta a questa tipologia di costruzioni temporanee.

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