Palazzo Sgariglia | Ascoli

PALAZZO SGARIGLIA, UN RESTAURO A REGOLA D’ARTE

Palazzo Sgariglia è localizzato nel tessuto medievale del centro storico di Ascoli in posizione nevralgica a due passi dalla chiesa romanica di Sant’Agostino. La sua ristrutturazione, il cui progetto è stato affidato a Bioedil Progetti in collaborazione con lo studio Arch Doc, rappresenta un unicum nel panorama architettonico italiano perché si tratta del primo caso di social housing su un edificio vincolato per le sue qualità storico-artistiche e architettoniche.

Palazzo Sgariglia prima del restauro

Il palazzo venne edificato nel sedicesimo secolo e divenne la residenza principale della dinastia Sgariglia, una delle famiglie storiche di Ascoli Piceno.

Scheda tecnica

Importo lavori
6.700.000.00 Euro

Data progetto
2010

Stato
Realizzato

Incarico
Progettazione architettonica preliminare

Progettazione architettonica definitiva

Progettazione architettonica esecutiva

Direzione lavori

Responsabile dei lavori

Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione (con studio Arch.Doc)

Committente
Fondo Housing Sociale Italia

gestito da Investire Sgr S.p.a.

Imprese appaltatrici
Travaglini Srl

Destinazione
Housing sociale e residenziale

Amos Cassoli, La battaglia di Legnano

Ascoli e la dinastia Sgariglia

Se le lotte fra guelfi e ghibellini condizionarono la vita di Ascoli per lungo tempo, gli esponenti della famiglia Sgariglia, si affermarono fra il XVI e il XVII secolo nel panorama italiano come uomini d’arme: Vincenzo fu al comando di duecento soldati presso il presidio militare della Serenissima, suo figlio combatté per Clemente VII in Ungheria.

 

La famiglia aderì al movimento patriottico e si è distinse anche dopo l’Unità d’Italia con Marco Sgariglia, prima deputato e poi senatore del Regno d’Italia. La residenza principale della famiglia era Palazzo Sgariglia, ristrutturato per la prima volta nel 1809 in occasione della visita del viceré del Regno d’Italia napoleonico Eugenio di Beauharnais: l’intervento riorganizza l’interno del complesso con l’inglobamento di due vicoli precedentemente aperti e una nuova distribuzione verticale. Negli anni successivi, vengono aggiunti altri due corpi di fabbrica perpendicolari a Corso Mazzini.

Nel 1908, con la morte di Giovanni Sgariglia, la famiglia si estingue e il palazzo passa nelle mani del Comune di Ascoli, intenzionato a riportarlo ai fasti di un tempo. Gli avvenimenti storici impediscono al comune di portare avanti progetti di restauro organici. Palazzo Sgariglia inizia così una lenta e inesorabile discesa verso il degrado.

Amos Cassoli, La battaglia di Legnano, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze, 1860

  • Vincenzo Sgariglia, nel 1570, fu al comando di 200 miliziani della Serenissima a Zara

  • Gaspare Sgariglia, figlio di Vincenzo, combatté in Ungheria per Papa Clemente VII

  • La dinastia si estinse nel 1908 con la morte di Giovanni Sgariglia

Jean Paul Sartre è stato filofoso, scrittore e pensatore

Passeggiare per le strade di Ascoli Piceno, per i vicoli divisi tra ombra e sole, equivale a sfogliare a caso un libro di storia dell’arte italiana, imbattendosi nelle illustrazioni più rappresentative ed espressive.

Palazzo Sgariglia restituito alla comunità

Nel 2012, il comune di ascoli apporta la proprietà dell’edificio al fondo immobiliare Housing Sociale Italia Centrale gestito da Investire Immobiliare SGR. Tra gli investitori ci sono anche il Comune di Teramo, la Fondazione Tercas, la Fondazione Carisap, la Cassa Depositi e Prestiti Spa, il Comune di Ascoli e Intesa San Paolo. Al momento della cessione l’edificio versa in condizioni fatiscenti e mostra i segni di una storia architettonica eterogenea: le strutture portanti e gli impalcati sono in muratura diversa (travertino, pietra, mattoni e pietra), i solai più antichi sono coperti con travi di legno mentre i più moderni sono composti da acciaio e tavelloni. Questa stratificazione impedisce una continuità lineare nella lettura del fabbricato.

 

Il progetto di restauro, affidato a Bioedil, in collaborazione con lo studio Arch. Doc ha posto l’accento sulla conservazione dell’impianto storico originale, che diventa il punto di partenza per la nuova distribuzione degli spazi interni.

Palazzo Sgariglia dopo il restauro

Dopo un attento studio dei vincoli urbanistici e degli orientamenti della Soprintendenza dei Beni Culturali, viene pianificato un restauro idoneo al contesto urbano e in relazione con la mixitè sociale richiesta.

 

Gli spazi del piano terra sono stati adibiti per attività commerciali in sintonia con la struttura, ovvero locali per la degustazione di prodotti tipici (biologici e a chilometri zero), luoghi destinati a mostre d’arte o eventi in genere, negozi e botteghe artigianali. Sempre al piano terra, sono state realizzate una lavanderia a gettoni e un deposito per biciclette e passeggini (a uso dei residenti).

 

Al primo e al secondo piano troviamo residenze di varie tipologie e appartamenti destinati esclusivamente all’housing sociale. La suddivisione degli spazi è stata effettuata nel rispetto dell’impianto architettonico dell’edificio. Bioedil infatti ha evitato di frazionare i dipinti e in corrispondenza di alcune stanze con soffitti decorati, ha realizzato monolocali con soppalchi in acciaio.

Gli appartamenti coniugano tradizione e modernità

Un restauro moderno e innovativo

il primo passo è stato quello di effettuare operazioni per la messa in sicurezza della struttura: la più importante è stata il posizionamento di micropali composti da un tubolare in acciaio e riempiti con calcestruzzo. Viste le condizioni precarie del palazzo, sono stati effettuate anche ristrutturazioni delle colonne portanti con puntellamenti e riempimenti: il consolidamento dei solai lignei è avvenuto mediante l’inserimento di cordolature in acciaio. Le travi in legno sono state sostituite con altre in acciaio e le volte sono state rinforzate con materiali di ultima generazione come la fibra di carbonio multidirezionale. Un elemento centrale del progetto è stata l’integrazione impiantistica, in armonia con la suddivisione degli spazi e gli elementi decorativi. Bioedil, in funzione di un significativo risparmio energetico, ha realizzato contropareti isolate in cartongesso sui muri perimetrali. Il restauro delle facciate esterne è avvenuto dopo una accurata analisi stratigrafica delle colorazioni originarie e gli elementi decorativi della facciata originaria sono stati ripresi e consolidati.

Il restauro di Palazzo Sgariglia è avvenuto nel rispetto degli spazi esistenti

Il colore che domina il restauro di Palazzo Sgariglia è il bianco

Uno degli interventi più difficili è stato il restauro del controsoffitto del corpo scala al secondo piano: la volta, integra in una fotografia del 1986, risultava crollata per oltre il 70% della superficie totale. I frammenti rimasti sono stati smontati e portati in laboratorio per le consuete operazioni di pulitura, successivamente sono stati reinseriti nella volta di nuova fattura plasmata sul progetto originale. Tra le lavorazioni di finitura, spicca il restauro delle opere pittoriche del palazzo. Queste operazioni sono state effettuate da personale altamente qualificato che ha restituito colore, luminosità e fascino alle opere originali. L’ambizioso progetto di restauro coordinato da Bioedil ha restituito alla città di Ascoli 30 splendidi appartamenti: 22 di questi sono stati destinati all’housing sociale per giovani coppie e studenti, 6 alloggi sono finiti sul libero mercato e 2 appartamenti sono stati adibiti a residenze per studenti.

 

Palazzo Sgariglia è tornato ai fasti di un tempo ed è diventato il nuovo cuore pulsante di Ascoli, fulcro di iniziative legate alla promozione di attività commerciali e culturali.

Il team di Bioedil

Tradizione e raffinato gusto estetico si fondono in un restauro che profuma di contemporaneità