Palazzo Volpi | Roma

Il restauro di Palazzo Volpi

Roma è ricca di palazzi storici dal valore inestimabile, Palazzo Galloppi–Volpi è uno di questi. Localizzato nel cuore della città eterna fra Via del Quirinale, Via dei Giardini e Via delle Quattro Fontane, il palazzo è oggetto di vincolo di tutela da parte del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali e si trova nell’antico e superlativo Rione Trevi, senza dubbio una delle zone più affascinanti di Roma. L’immobile infatti si trova nel percorso che da Trinità dei Monti porta alla Basilica di Santa Maria Maggiore.

Scheda tecnica

Importo lavori
1.900.000,00 Euro

Data progetto
2017

Stato
Cantiere in corso di esecuzione

Incarico
Progettazione preliminare

Progettazione definitiva

Progettazione esecutiva

Direzione lavori e coordinamento della Sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione

Committente
InvestiRE SGR S.p.a.

Destinazione
Uffici

La storia di Palazzo Volpi

Il palazzo è costituito da due edifici contigui che, sebbene realizzate in epoche diverse, presentano una sistemazione omogenea degli spazi interni, dei terrazzi e dei giardini. Il primo nucleo del palazzo venne costruito all’inizio Seicento su commissione della famiglia Galloppi. Verso la fine del Settecento passò ai Santovetti ed infine ai Volpi di Misurata.
L’edificio venne ampliato alla fine del Seicento da Alessandro Specchi che decise di decorarlo in uno stile tardo-barocco terminante nel cornicione decorato che oggi spartisce la facciata.

 

Il palazzo comprende quindi anche un fabbricato costruito su via Quattro Fontane, che venne accorpato al nucleo originale da Armando Brasini nel 1926-28. L’intonaco liscio delle facciate si alterna ai basamenti in pietra di travertino, interrotti qua e là da portali inquadrati da paraste e timpani con gli stemmi nobiliari.

 

Gli infissi esterni sono costituiti da finestre e porte-finestre in legno che nel corso del tempo sono andate a sostituire gli originali e attualmente versano in una generale condizione di degrado come le persiane: entrambi gli infissi necessitano di interventi di restauro.

 

I cortili e i terrazzi interni caratterizzano la struttura rispetto agli edifici circostanti e sono raggiungibili, oltre che dalle porte finestre, da una serie di scalinate aperte che collegano gli spazi in maniera armonica. In questo contesto spiccano le due palme e i rampicanti presenti nei cortili, che raggiungono i piani altri e superano l’intera struttura.

 

Le scale esterne, le copertine e gli altri elementi architettonici presenti sui terrazzi sono prevalentemente in pietra di travertino a volte semplici; molte balaustre sono in ferro altre realizzate con balaustri ad impasti armati che sono in pessimo stato di conservazione.

 

Di particolare rilievo per le caratteristiche interne sono la biblioteca, l’ufficio presidenziale la sala riunioni e altri uffici al piano terzo. In queste porzioni rimangono intatti, seppure in pessimo stato di conservazione molti infissi originari decorati.

Via delle Quattro Fontane.
Tra i pilastri a centro foto si riconoscono la chiesa di San Isidoro a sinistra e quella dei Cappuccini a destra

Stemma del Rione di Trevi

L’intervento di Bioedil

Palazzo Volpi-Galloppi ricade nella parte di Città Storica interna alle Mura Aureliane, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità e inoltre è interessato da un vincolo ambientale che lo qualifica come elemento connotativo e identitario del territorio.

 

L’immobile versa in uno stato di degrado diffuso che interessa le facciate esterne e interne e i lastrici: le cause sono riconducibili all’azione degli agenti atmosferici e dello smog. Gli interventi progettati da Bioedil sono finalizzati al restauro delle facciate, dei lastrici solari e degli impianti.

 

Rispetto a quanto approvato con Nulla Osta della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma, si intende riconfigurare l’intervento in termini di livelli così come riportato negli ideogrammi presenti negli elaborati grafici.

Interventi sulle facciate

– Ripresa a tratti di intonaci esterni con intonaco eseguita con malta ad altissima porosità, igroscopicità e traspirabilità

 

– Restauro di elementi lapidei mediante pulitura definitiva della superficie e successiva stuccatura delle lesioni e delle piccole mancanze

 

– Pulitura delle superfici consistente nella rimozione di strati di polvere indurita per carbonatazione con applicazione di miscela leggermente basica tipo AB 57 lasciata agire per il tempo necessario allo scioglimento dello strato e successivamente rimossa con spatole

 

– Stuccatura delle lesioni e delle piccole mancanze con stucco e miscele di malte a base di calce, successiva rasatura e livellatura delle stuccature alla superficie originale

 

– Reintegrazione di eventuali piccole parti mancanti; lavorazione per l’adattamento dei pezzi da ricollocare e successivo montaggio con ancoraggio da eseguire con perni in acciaio inox e resine epossidiche. Gli impasti per la realizzazione delle parti da ricostruire saranno eseguiti in linea con i materiali originali.

 

– Restauro di elementi lapidei mediante consolidamento di elementi in pietra lineari posti su facciate monumentali in precario equilibrio statico

 

– Trattamento protettivo di paramenti in pietra e/o laterizi e di paramenti da effettuarsi dopo il consolidamento mediante l’applicazione a pennello di sostanze idrorepellenti

 

– Restauro degli elementi decorati in impasti modanati e lineari compresa: prima pulitura con rimozione dei depositi superficiali con utilizzo di pennelli morbidi; pulitura definitiva delle decorazioni plastiche attraverso utilizzo di miscela solvente di tipo basico in giusta soluzione

– Recupero e restauro del raccordo dei timpani delle finestre con la parete verticale attraverso il ripristino del piano inclinato con l’integrazione degli elementi in cotto e sottostante allettamento con malta a base di calce;

 

– Restauro del cornicione: prima pulitura con rimozione dei depositi superficiali con utilizzo di pennelli morbidi; pulitura definitiva delle decorazioni plastiche, attraverso utilizzo di miscela solvente di tipo basico in giusta soluzione

 

– Consolidamento intonaci attraverso iniezioni locali di malte fluide a base di calce o resine acriliche idonee al ristabilimento della giusta coesione dei materiali alle murature

 

– Revisione degli ancoraggi metallici ed eventuale sostituzione degli stessi, con modalità già indicate per il restauro degli elementi lapidei

 

-Revisione e riparazione di lastre di ardesia a protezione di sporti e cornicioni, spessore 1 cm, a qualsiasi altezza e di qualsiasi pendenza e forma, con reimpiego di lastre di recupero e sostituzione di quelle mancanti o rotte, fornite e posate in opera, con altre identiche a quelle esistenti per forma, materiale e colore.

 

– Restauro dei corpi illuminanti in ferro e tutti gli elementi in ferro battuto presenti. Verranno sostituiti i discendenti con altri in rame

 

– Solo nelle porzioni interessate da importanti fenomeni di umidità nella parte basamentale verranno effettuati interventi di formazione di barriera chimica orizzontale idrofobizzante.

 

– Gli infissi che attualmente versano in un pessimo stato di conservazione verranno sostituiti a eccezione di alcuni di pregio presenti al terzo piano prospicienti la facciata interna al palazzo e parte del secondo sulla facciata di via Quattro Fontane che verranno restaurati;

 

– Restauro di tutte le persiane esterne e dei portoni in legno.

Interventi sui lastrici solari prima e durante i lavori di Bioedil

Interventi sui lastrici solari

– Le pavimentazioni in finto cotto, non originali e completamente staccate, verranno sistemate e se necessario sostituite con altri elementi in cotto, inserti di travertino e ciottoli tipo mosaico nella zona di rappresentanza adiacente la sala riunioni

 

Interventi ai piani

Gli interventi ai piani, che non incidono sulla caratteristiche storiche dell’immobile, si distinguono a seconda del piano. Gli interventi previsti previsti al piano terra sono:

 

– cambio di destinazione d’uso a ufficio delle due unità immobiliari, destinate ad abitazione del portiere, con fusione alle adiacenti unità immobiliare destinate a uffici e relativa variazione dei divisori interni

 

– piccole variazioni dei divisori interni per la formazione di due locali adibiti ad ufficio ed ampliamento o diminuzione di altri uffici

 

Al piano primo gli interventi previsti sono:

– tamponamento di n.2 porte che mettono in comunicazione uffici adiacenti verso via del Quirinale
– realizzazione di un divisorio in cartongesso per la creazione di un nuovo locale adibito ad ufficio verso via dei Giardini

– realizzazione di un divisorio in cartongesso che divide un unico locale in due uffici verso via delle Quattro Fontane

– realizzazione di un divisorio in cartongesso per disimpegnare all’accesso a due uffici verso via delle Quattro Fontane

– spostamento della porta d’accesso di un ufficio verso via dei Giardini.

 

Per il piano secondo gli interventi previsti sono:
– spostamento di pareti divisorie per l’ampliamento o diminuzione di tre uffici;
– realizzazione di un divisorio in cartongesso che divide un locale in due uffici.

 

Per quanto concerne il piano terzo gli interventi previsti sono i seguenti:
– tamponamento di n.5 porte che mettono in comunicazione uffici adiacenti verso via del Quirinale

– la realizzazione di un divisorio in cartongesso per la creazione di un nuovo locale adibito ad ufficio verso via del Quirinale

– tamponamento di n.1 porta in un ufficio verso via delle Quattro Fontane
– lo spostamento della porta d’accesso al ripostiglio adiacente al vano ascensore.

Il fascino immortale delle Quattro Fontane

Fu Papa Sisto V sotto il suo breve pontificato (1585-1590) a promuovere la realizzazione del complesso delle Quattro Fontane, crocevia strategico tra la Strada Pia (in seguito rinominate Via XX Settembre e Via del Quirinale) e la Strada Felice (le attuali Via delle Quattro Fontane e Via Sistina).

Le fontane furono realizzate a spese dei proprietari dei terreni limitrofi (Muzio Mattei e Antonio Grimani e Giacomo Gridenzini) in cambio di concessioni gratuite sull’acqua (proveniente dall’acquedotto Felice). Le quattro opere (anche se concettualmente è una sola opera divisa in quattro parti) furono costruite fra il 1588 e il 1593 ricavando uno spazio dagli angoli dei palazzi: le due figure maschili rappresentano due allegorie di Tevere e Arno e simboleggiano Roma e Firenze, mentre quelle femminili (Diana e Giunone) sono la rappresentazione di fedeltà e forza.

Ogni figura è sdraiata su un fianco: Tevere e Giunone sono le statua più decorate, mentre Arno presenta uno sfondo semplice con piccoli rilievi a carattere naturale mentre la raffigurazione di Diana è impreziosita soltanto da alcuni elementi religiosi che richiamano le insegne di Papa Sisto V.

Il disegno di Tevere, Arno e Giunone è stato attribuito a Domenico Fontana, mentre la quarta fontana è attribuita a Pietro Da Cortona. Le quattro fontane sono state realizzate da scultori sconosciuti. Nel corso del tempo le fontane hanno subito diversi restauri: nel 1936 si è assistito a un cambiamento radicale con la costruzione del palazzo dell’Istituto Romano dei Beni Stabili di Vittorio Morpugo che ha inglobato la fontana di Diana.