Via dei Serpenti | Roma

Via dei Serpenti | Roma

Restituire prestigio e splendore a Palazzo Valenti, un immobile storico nel pieno centro di Roma. È questo il progetto a cui Bioedil ha lavorato, insieme allo Studio Papasergio che si è occupato degli impianti, per riqualificare e ristrutturare un edificio residenziale interessato da un vincolo storico artistico sin dal 1942.

L’edificio, situato in via dei Serpenti, si trova nel Municipio I in pieno rione Monti, come sfondo il Colosseo in una strada che un tempo si chiamava Corso dei Monti, mentre oggi unisce due grosse artiere del quartiere come via Cavour e via Nazionale. Il palazzo è stato costruito tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, e presenta disegni tipici delle facciate di fine ‘800.

L’obiettivo del progetto realizzato da Bioedil è stato restituire il palazzo ai fasti originali, contemporaneizzandolo con i comfort tecnologici delle residenze moderne.

Scheda tecnica

Importo lavori
1.145.000 Euro

Data progetto
2015-2016

Stato
Realizzato

Incarico
Progettazione preliminare

Progettazione architettonica definitiva ed esecutiva

Progettazione esecutiva impiantistica

Progettazione strutturale esecutiva

Direzione lavori

Committente
Proteo Partecipazioni S.r.l.

Destinazione
Residenziale e Commerciale

IL PROGETTO

L’edificio, a pianta rettangolare, ha due fronti liberi, uno su via dei Serpenti e uno sul retro, dove è posta una chiostrina. Il progetto ha previsto la realizzazione di un ascensore interno e una migliore distribuzione degli spazi interni, per elevare gli standard qualitativi dell’immobile. Al piano terra è posto un locale commerciale.

I lavori del progetto hanno previsto, quindi, la ristrutturazione con rimozione della veranda, il superamento delle barriere architettoniche, il prolungamento della scala comune per rendere accessibile il piano interrato. L’unità commerciale è stata dotata di nuovi servizi igienico-sanitari.
Per le facciate è stato fatto un intervento per il ripristino degli intonaci e delle decorazioni, mentre per la coloritura – dopo un’attenta analisi stratigrafica e una campionatura delle coloriture rinvenute – è stata scelta la tinta maggiormente idonea alla valorizzazione storico artistica dell’edificio.

 

Grande attenzione è stata posta agli elementi di pregio di Palazzo Valenti, come le cornici che inquadrano le finestre, quelle del marcapiano e del cornicione di sommità, la scala interna e il portone di ingresso.

PALAZZO VALENTI

Palazzo Valenti si trova al civico 86 di via dei Serpenti, all’interno di un isolato edilizio definito sui quattro lati da via dei Serpenti, via delle Frasche, via del Boschetto e via Panisperna come riportato anche nella pianta di Giovan Battista Falda del 1676, secondo una ricostruzione storica che Bioedil ha effettuato prima di progettare la ristrutturazione. All’epoca si fa riferimento a un’edilizia residenziale costituita da edifici di due o tre piani. L’area non ha subito grosse modifiche fino agli inizi del 1900.

Nel 1899 l’immobile risulta di proprietà della Congregazione di Carità di Roma e tale resterà fino al 1975. Nel 1910 c’è una domanda per ottenere il permesso di restaurare e sopraelevare di un piano l’edificio a firma del sig. Giulio Valenti, con molta probabilità il “G.VALENTI” che campeggia sul prospetto.

Questi interventi danno al palazzo l’attuale configurazione: l’ampliamento prevedeva infatti la nuova volumetria ad occupare parte della corte retrostante, l’eliminazione della scala principale e la ricostruzione di quella attuale e la sopraelevazione di un piano.

Nel marzo del 1975 la Banca d’Italia stipulò una promessa di vendita con la signora Marcella Valenti in Santuari per l’acquisto dell’intero fabbricato, che aveva ereditato dal padre Antonio Valenti. L’offerta si concretizzò con un atto di vendita del luglio dello stesso anno e in via definitiva ad ottobre del 1975.

IL QUARTIERE

L’origine del nome via dei Serpenti non è certa. C’è chi attribuisce la denominazione alla presenza di un’edicola mariana posta sulla strada in cui la Vergine era rappresentata mentre schiacciava una serpe. Altri attribuiscono il nome all’insegna di una bottega della strada in cui era raffigurato il celebre “Laocoonte avvolto nelle spire dei serpenti”.

La via si trova nel cuore del quartiere Monti, la cui denominazione richiama il termine “li monti” in riferimento alla zona che comprendeva il colle Esquilino, il Viminale, una parte del Quirinale e del Celio. Nell’Antica Roma la parte alta del rione era occupata da domus signorili, mentre la parte bassa chiamata Suburra era popolata dalla plebe.

Nel corso dei secoli il rione ha cambiato faccia. A causa della scarsa disponibilità di acqua i signori hanno abbandonato i colli per scendere a valle, lasciando qui vigne e orti. Monti è tornato a ripopolarsi sono dopo il ‘600 grazie ai nuovi assi viari. Proprio questi danno oggi al rione una forte connotazione urbana con collegamenti importanti, ma al tempo stesso grazie al Colosseo, ai Fori Imperiali e ai palazzi nobiliare il rione rimane tra i più belli di Roma, molto amato dai turisti per i suoi scorci pittoreschi, le botteghe artigiane e le vie strette che conservano un’anima ottocentesca.